COREA DEL NORD MISSILI PUNTATI SU SAN MARINO
PYONGYANG – Ennesima minaccia da parte della Corea del Nord contro
gli stati occidentali, a farne le spese stavolta è la Serenissima
Repubblica di San Marino. Un fedelissimo di Kim Jong-un, il comandante
Kan Gsur, dopo una missione di spionaggio sulla costa adriatica per
carpire i segreti della piadina romagnola, avrebbe riportato in dono al
Comandante Supremo dell’Esercito Popolare di Corea una bottiglia di
Amaro Duca di Gualdo, l’amaro di San Marino, decantandone le sue
proprietà digestive.
Così il giovane capo di stato, dopo una scorpacciata di kkaktugi, un
tipo di kimch’i molto gustoso se negli ultimi tre mesi avete brucato
licheni da un vespasiano lappone, ne ha versato un calice nella speranza
di degassificarsi più velocemente possibile e di ridonare al palato un
pH accettabile.
Il ciccio-mento atomico però, non aveva fatto i conti con
l’indescrivibile concentrato di dolcezza dell’antico amaro della
tradizione sammarinese, ottenuto dalla paziente bollitura di 72 ore
dell’estratto medicamentoso di tredici snack Kinder (tra cui l’assetante
“Bueno White”) nel Montenegro, con aggiunta di marshmallow ripieni di
Nutella e il ‘doblone’ di cioccolato dei Soldini del Mulino Bianco, il
tutto sapientemente filtrato nel marzapane, che ha fatto schizzare il
diabete del Generale Supremo a 400 al primo sorso. Appena si è ripreso
dal coma, ha convocato d’urgenza i vertici militari e lo stesso Kan
Gsur, ora degradato a raccogliere chihuahua nei campi di cane, e ha
fatto diramare questo comunicato stampa: “Perché cazzo li chiamate amari
se sono dolci come vomito di ape!!! Gli aggressori Sammarinesi
pagheranno questo affronto!”.
Intanto dalla Città di San Marino, le più alte cariche dello Stato
senza Iva, hanno avvertito la Corea del Nord che con le sue
“provocazioni” non otterrà nulla, perché San Marino è in grado di
neutralizzare qualsiasi missile lanciato da Pyongyang grazie alle sue
balestre: “Abbiamo nove castelli e talmente tante armerie, o come li
chiamiamo da queste parti “negozi di souvenir”, che se solo si azzardano
a schiacciare il bottone sbagliato del telecomando gli riempiamo il
culo di piombo a quei musi gialli diabetici”.

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