mercoledì 27 novembre 2013

PRIMARIE CUPERLO SCATENATO!!! "SONO L'UOMO GIUSTO PER FAR PERDERE IL PD"

PRIMARIE CUPERLO SCATENATO!!! "SONO L'UOMO GIUSTO PER FAR PERDERE IL PD"  

ROMA- “Siamo il primo partito d’opposizione quasi ininterrottamente da vent’anni – tuona Cuperlo durante la tappa del suo tour pre-Primarie alla Sagra del Cecio di San Mommèe vi posso assicurare che sono l’uomo giusto per fare in modo che il Partito Democratico rimanga all’opposizione per altri vent’anni!”.
Fortemente spalleggiato da Epifani, che lo definisce “così poco autoritario che nelle interviste stava dietro a Paolini”, il canditato alla guida del PD sembra effettivamente l’uomo giusto per toppare anche alle prossime elezioni.
Si sente pronto a guidare il Partito Democratico dopo un governo di larghe intese?
Certamente. Queste larghe intese dovrebbero aiutarci a perdere le prossime elezioni, anche se la situazione nel centro-destra è piuttosto caotica. Ma se Alfano, per una sorta di sindrome di Stoccolma, dovesse pure riunirsi a Berlusconi facendo correre il suo partito con Forza Italia, allora credo proprio che le chance di perdere aumentino notevolmente (sopratutto dopo aver salvato la Cancellieri), anche se dovremo essere bravi a non offrire un’alternativa credibile. Ma in questo ce la caviamo sempre piuttosto bene.
Quanto ha pesato sulle dimissioni di Bersani il fatto che abbia vinto le elezioni?
Poco. Oggettivamente perdere quelle elezioni col margine di vantaggio che avevamo accumulato dopo le Primarie era quasi impossibile. Quello di Bersani è stato un mezzo miracolo, cercando di defilarsi nel momento più caldo della campagna elettorale e lasciando che Berlusconi tuonasse indisturbato sull’IMU che egli stesso aveva votato, sfiorando la sconfitta per pochissimo. Il tocco di genio è stato quello di aver suggellato l’alleanza col Pdl sapendo perfettamente che Grillo non avrebbe mai corso con noi. In questo modo sperava di perdere anche qualche altro elettore e di farlo perdere anche al M5S, mantenendoci in equilibro all’opposizione senza correre il risco che Casaleggio e soci ci sorpassassero. Anche se la situazione che si è venuta a creare a destra dopo i processi di Silvio ci rompe le uova nel paniere.
Vincere le elezioni è considerato un grosso motivo di disonore nel centro-sinistra, lo abbiamo visto con Prodi alle elezioni per Presidente della Repubblica. Che fine farà dopo Letta? Ha un futuro nel partito?
Il PD è un partito di grande lungimiranza. Il presidente del Consiglio Letta si è trovato, suo malgrado, ad occupare questa carica in un momento molto delicato. Non potevamo stare con le mani in mano come avremmo voluto, ma nemmeno possiamo impegnarci seriamente correndo il rischio che venga rieletto a capo del Governo. Letta lo sa, quindi sta adottando la tattica della “spiga di grano”, come la chiamiamo noi.
Ovvero?
Ha presente un campo di grano quando tira vento? Sembra agitato e tumultuoso, con le onde di spighe che si formano sulla superficie. In realtà si sta muovendo il gambo, la radice è ben ancorata a terra, ferma immobile. Letta fa la stessa cosa, si agita, si muove, dice che risolve situazioni. Ma è solo il gambo (cui peraltro assomiglia). In realtà sta lì fermo sempre nello stesso punto. L’unica cosa che andava fatta, la legge elettorale, non è stata nemmeno presa in considerazione…
A pensarci bene potrebbe essere anche la tattica del “ramo d’albero”, avrebbe senso comunque. Una volta abbiamo persino rischiato di scinderci in due partiti per trovare il nome giusto alla tattica…
Renzi è certamente il suo avversario più temibile…
Vero, con Renzi rischiamo di vincere. Lui si è presentato come il nuovo, il politico rampante. E’ un vincente, uno che è abituato a tenere in pugno la situazione, in grado di mostrare un’immagine rassicurante ma al contempo ferma e decisa. Non so proprio cosa ci faccia nel Pd.
L’elettore del Pd è uno che ancora pensa che ai politici interessi davvero governare, per questo Renzi ha un grosso seguito. A noi non interessa governare, vogliamo fare una corretta opposizione responsabile.
Escludendo Renzi, cos’ha lei di diverso da tutti gli altri esponenti del Partito Democratico che dovrebbe indurre gli elettori a votarla.
Niente. Per questo dovrebbero votarmi, no?

50 FUMATORE DI GANJA!!! "IN LIBERIA IL ROMANZO POSTUMO DI BOB MARLEY"

50 FUMATORE DI GANJA!!!  "IN LIBERIA IL ROMANZO POSTUMO DI BOB MARLEY"  

Appena pubblicato dalla Smoke&Smile editors di Kingston, il romanzo postumo di Bob Marley ha polverizzato tutti i record di vendita nei Caraibi: ben 20 milioni di copie andate letteralmente in fumo in una settimana!
Le pagine, infatti, non solo raccontano le avventure di Mr Ganja, l’alter ego in cui il cantante si trasforma a ogni fumatura, ma sono anche staccabili e rollabili, come richiesto dallo stesso Bob con il celeberrimo aforisma postumo “Chi mi ama, mi fumi!”
Il romanzo, originariamente intitolato L’erba del vicino non è mai migliore della mia! è scritto in forma di ricettario ed elenca una selezione delle cinquanta migliori fumature fra le circa 87.000 provate dal cantante, riportando con dovizia di particolari le visioni cui hanno dato origine nella sua poliedrica mente.
Così da una canna aromatizzata allo zoccolo di cammello, passando per una al Big Buddha Seed contaminato con vernice di frigorifero, si arriva al grande Calumet Megaskunk con forfora di scimmia nana e si scopre che Bob ha scritto No woman, no cry mentre nei panni di Mr Ganjia surfava su un asse da stiro, al largo di Montego Bay, in una notte senza luna, indossando solo una chitarra (anche se non spiega com’è riuscito a entrarci dentro, né come poi ne sia uscito).  Significativa anche la fumatura numero 7, in cui Mr Ganja va in coma metafisico, durante un trip erotico con tre fans e una cassapanca a vapore, e fonda la famosa religione Fratellinonlaviamociicapelli.
Il libro sarà presto disponibile anche nelle nostre librerie, dove arriverà con l’eccezionale prefazione a cura di Vasco Rossi, anch’essa staccabile e rollabile: “Eh Bob…eee Bob Marley… eeeee!”
Rasta’n’Pasta, la casa editrice che ha acquistato i diritti per l’edizione italiana, è così sicura del successo di questo romanzo da lanciare la sfida a Mondadori, scommettendo che Bob Marley vincerà il confronto con l’ultimo lavoro di Fabio Volo. “D’altronde” – ha commentato Zigghi Fumagalli, amministratore delegato della casa editrice – “il libro di Volo non solo non è rollabile, ma l’ho appena provato e vi confermo che non è buono neanche come carta igienica”.

NUOVO SCOOP DE LE IENE!!! "BOTTICELLI COPIA"

NUOVO SCOOP DE LE IENE!!!  "BOTTICELLI COPIA"  

È stato un duro colpo, per tutti gli amanti della pittura e di Botticelli, il servizio con cui Le Iene hanno smascherato un clamoroso caso di plagio: la Venere di Botticelli è in realtà una copia di un’opera precedente. Le immagini non lasciano dubbi.
Una troupe delle Iene ha anche provato a chiedere spiegazioni al Maestro, tendendogli un’imboscata fuori casa, ma questi si è vergognosamente sottratto, con la ridicola scusa che un’intervista imposta equivale ad un interrogatorio e che Le Iene non avrebbero questa autorità.
In esclusiva al nostro giornale, Botticelli ha dichiarato: “Mi meraviglia l’ignoranza di chi mi accusa. La posa della Venere deriva dal modello classico della Venus pudica (cioè che si copre con le braccia il seno e il basso ventre) come la celebre Afrodite Cnidia scolpita da Prassitele, e dal modello della Venere Anadiomene (cioè “emergente” o nascente dalla spuma marina), un dipinto perduto del pittore greco Apelle. L’arte nasce dall’arte”.
Ma il popolo del web non si lascia incantare da queste saccenti spiegazioni. Tutti gli ormai ex fan del Maestro infatti si dichiarano delusi e la sentenza è già scritta: Botticelli non sa dipingere!
A difenderlo è rimasto solo un commando di troll, pagato per questo scopo, sul modello di quelli del Pd (http://www.youtube.com/watch?v=FbXpBPK8IHQ).
A una tavola rotonda sul tema, il giustamente poco noto critico d’arte Bruttura ha sostenuto di aver sempre saputo che Botticelli copia. O almeno questo è parso di capire, visto che ogni volta che gli veniva passato il microfono diceva solo ‘Botticelli’ per poi sfoderare un sorrisino compiaciuto e birichino, come di un bambino che ha detto ‘cacca’ e teme di averla fatta grossa. Avrebbe invece forse speso parole a favore del Maestro il giovane allievo e quasi omonimo Botticianzi; ma quando gli è stato chiaro che non lo avrebbero mai fatto parlare, ha preferito rimorchiare gnocche selvagge.
Intanto agli Uffizi, dal giorno dello scoop, le sale 10-14 che ospitavano le opere del presunto maestro venivano sistematicamente evitate dai visitatori. Per questo il direttore è corso ai ripari, rimuovendo tutte le opere di Botticelli e rimpiazzandole con tele di Serena Dandini, pale di Chiambretti, un trittico di rare espressioni intelligenti di Fazio ed un busto di Paolo Rossi (non il comico, il campione del mondo) (di rosik).

PARI OPPORTUNITÀ !!! "LA DAMA SI CHIAMERA' PAGGIO"

PARI OPPORTUNITÀ !!!   "LA DAMA SI CHIAMERA' PAGGIO"  

La F.R.O.C.I. (Federation RegulatiOns Checkers International), ovvero la Federazione Internazionale del Giuoco della Dama, ha compiuto un importante passo avanti nel riconoscimento della diversità sessuale, decidendo che nelle proprie competizioni saranno ammessi anche giocatori ghei. Non solo, in omaggio a queste persone diversessualmente abili saranno adottati alcuni accorgimenti particolari: una scacchiera con pedine rosa confetto, occhiali 3D per i ghei, al fine di permettere loro di godere al meglio della forma cilindrica delle pedine e quando si mangerà una pedina (si “possiederà”, nel nuovo gergo) andando a dama, bisognerà dire “Paggio!”. Soddisfazione delle associazioni ghei che in un comunicato congiunto hanno dichiarato “Le nostre mosse cominciano a dare frutti”.

TROVA LA CURA PER CHI PARLA DI SE!!! "IN TERZA PERSONA"

TROVA LA CURA PER CHI PARLA DI SE!!!    "IN TERZA PERSONA"  

AZZATE (VARESE) – Sarà presto disponibile la cura per uno dei disturbi psichiatrici più dannosi: parlare di sé in terza persona. La scoperta si deve agli sforzi del Dottor Carlo Gustavo Giovine, psico-patologo dell’età involutiva, che da anni si occupa di questa piaga della società.
Il Dottor Giovine ha iniziato a studiare il problema sin dagli anni dell’università. In un famoso articolo su chi parla di sé in terza persona intitolato “Un famoso articolo su chi parla di sé in terza persona” ha analizzato oltre 1000 pazienti detenuti nei manicomi criminali, giungendo a conclusioni allarmanti: quelli che soffrivano di questo disturbo avevano una probabilità di commettere azioni violente oltre 100 volte più alta degli altri, risultando la categoria di malati più pericolosa, davanti ai fanatici religiosi e ai vegani.
In Italia il problema è particolarmente diffuso:  il primo caso documentato è probabilmente quello di Giulio Cesare, da cui deriva il nome dato a questa terribile sindrome: cesarite. In tempi più recenti l’esempio più eclatante è quello di Diego Armando Maradona, il celebre calciatore argentino che da quando ha manifestato la cesarite ha visto moltiplicarsi i suoi problemi extra-calcistici (figli illegittimi, droga, fisco). Rimanendo in ambito sportivo si ricorda poi la figura di Alberto Tomba: ascoltando le sue interviste (“Alberto è un atleta e un campione”) non ci si stupisce che sia stato accusato di furto militare (uso improprio di paletta e lampeggiante per superare una coda), di lesioni (ferì un fotografo lanciandogli contro una coppa durante una premiazione) e infine di crimini contro l’umanità per la sua prova di attore in Alex l’ariete. E non poteva mancare Balotelli, che commenta la sua ennesima espulsione: “Mario è stato provocato e ha sbagliato a reagire. Ma non ha ammazzato nessuno”.
Un caso a parte è quello del Divino Otelma che usa la prima persona, ma al plurale (“Noi siamo Dio.  I nostri prodigi si spiegano con l’attivazione di forze latenti in tutti gli esseri umani”).
Anche il mondo della politica non è certo immune dal problema. Basti pensare a Domenico Scilipoti ma anche a chi in una vita precedente aveva combinato qualcosa di buono, come l’ex giudice Antonio Ingroia, che dopo la debacle elettorale ha accettato il ruolo di commissario di Sicilia e-Servizi: “C’è chi teme sempre Ingroia: lo temeva come magistrato, lo temeva come politico e adesso ovviamente lo teme alla guida di una società pubblica che in Sicilia è snodo di certi interessi”.
La trattazione si conclude con i cantanti, come Giovanni Lindo Ferretti, ex CCCP, CSI, PGR, CGIL CISL e UIL, che spiega come pianifica la sua attività concertistica: “Ogni anno mi metto a un tavolo e decido il numero delle date per il cantante Giovanni Lindo”. Solo la cesarite in fase avanzata può spiegare i segni di squilibrio degli ultimi anni, come la partecipazione al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione e l’elogio della Lega Nord.
E infine il caso di Giuseppe Povia, che spiega in questi termini la propria evoluzione su Facebook: “Povia non è alternativo, è solo più attento e meno comodo di prima”. Ancora una volta la cesarite dilagante spiega come questo bizzarro personaggio, non pago di fare scempio della lingua italiana nei suoi testi (“Se tutti quanti lo sanno ma hanno paura che l’amore è un inganno / … Camminerò come un piccione a piedi nudi sull’asfalto / Chi guida crede che mi mette sotto”), arrivi sul suo blog a sproloquiare di politica, economia e storia (“Hitler in 5 anni portò la Germania da zero a 1a potenza mondiale senza debito e deficit. … Questo creò preoccupazione e sgomento nelle file della finanza internazionale che dovette riunire tutto il comunismo mondiale per abbattere Hitler”.)
La buona notizia è che l’equipe del Dottor Giovine, dopo anni di studi, ha finalmente individuato la causa della cesarite: una carenza dell’ormone modestinolo. Fortunatamente è già pronto il farmaco che supplisce a questo deficit: per le sue particolari caratteristiche di assorbimento, il modestinolo potrà però essere assunto solo per via rettale in comode supposte da dieci centimetri di diametro. La straordinaria scoperta è stata accolta con entusiasmo dalla comunità scientifica e c’è già chi si sbilancia indicando come forte candidato al Premio Nobel per la Medicina proprio il Dottor Giovine, che in un’intervista su Riza Rincosomatica esprime tutta la propria soddisfazione: “Questi riconoscimenti ripagano anni di sacrifici e riempiono di orgoglio il Dottor Carlo Gustavo Giovine”.