martedì 16 luglio 2013

SQUALIFICATI CORRIDORI DEL GIRO D'ITALIA: "USAVANO BICICLETTE ELETTRICHE"

SQUALIFICATI CORRIDORI DEL GIRO D'ITALIA:  "USAVANO BICICLETTE ELETTRICHE"  

Un’incredibile vicenda ha visto protagonisti nuovamente i ciclisti del Giro d’Italia dopo lo scandalo doping.
“La soffiata è arrivata da un telespettatore che ha notato un ciclista in salita che riusciva a star dietro agli altri con la metà delle pedalate” ha dichiarato il Maresciallo dei Finanzieri che sta seguendo le indagini.
Le Fiamme Gialle sono subito partite alla ricerca dei corridori irregolari portando a galla il fatto che sembrava allo scuro di tutti: ben 35 ciclisti erano dotati di bicicletta elettrica che li aiutava nelle scalate. Tra i fermati, anche stupratori e assassini che però avevano la bicicletta in ordine e sono stati rilasciati perché non c’erano sufficienti motivi per arrestarli.
Ad attirare l’attenzione degli inquirenti anche le intercettazioni telefoniche di ciclisti e manager: un manager, in particolare, diceva telefonicamente a un corridore “mi sono ricaricato”, alludendo naturalmente al caricamento della batteria della bicicletta elettrica. Finora, la posizione più grave è sicuramente quella di Franco Tiratore – già condannato per vendita non autorizzata di sostanze dopanti – che è accusato di aver truccato le biciclette elettriche con anabolizzanti elettrici creati in un laboratorio clandestino.
Ancora ombre, quindi, sul Giro d’Italia che perde ogni anno in credibilità e seguito. Per correre ai ripari il presidente della Federazione Ciclistica Italiana ha già annunciato che per la prossima stagione i ciclisti correranno insieme alla Moto GP.

ALPINISMO SHCOK: "IL PRIMO UOMO SULL'EVEREST ERA MAUMETTO"

ALPINISMO SHCOK:  "IL PRIMO UOMO SULL'EVEREST ERA MAUMETTO" 

KATHMANDU – Il monte più alto al mondo fu conquistato da un arabo. Questa rivelazione pone fine all’annosa diatriba anglocentrica che vedeva i sostenitori di George Mallory e Andrew Irvine opposti a quelli di Edmund Hillary e Tenzing Norgay su chi fosse stato il primo uomo a conquistare l’Everest. Proprio ieri i ricercatori del Ev-K2-CNR, fondato da Ardito Desio alle pendici della colossale montagna (quota 5050 m.s.l.m.), in una gremita conferenza stampa hanno dato la notizia: nel 603 Maometto fu il primo uomo in vetta all’Everest. Con una spedizione che prevedeva l’utilizzo di cammelli al posto degli odierni yak. “Lo scioglimento delle nevi perenni ha portato alla luce due cammelli ancora carichi, quasi intatti. All’interno di un contenitore abbiamo trovato un turbante, un Corano con la firma di Maometto sul frontespizio, un gagliardetto del CAS, il Club Alpino Saudita, e una foto di Borghezio. Ci sono ancora molte cose da chiarire ma si tratta senza dubbio di una notizia storica per l’intero alpinismo mondiale”. Queste le parole di Giorgio Monti, capo dell’equipe di ricerca. Interpellato dai giornalisti, anche l’Ayatollah Ali Khamenei ha rilasciato un commento: “Ci siamo sempre chiesti a quale montagna andò Maometto e quale invece andò da Lui, ora abbiamo finalmente la risposta. Siamo stati pure fortunati: avrebbe potuto essere la collinetta di San Siro”.
Gli 8.848 metri dell’Everest, da oggi, sono quindi un po’ anche arabi.

VEGETA VINCE UN COMBATTIMENTO: "ED ESPLODE PER L'EMOZIONE"

VEGETA VINCE UN COMBATTIMENTO:  "ED ESPLODE PER L'EMOZIONE"  

Satan City – “Quando ho avuto la notizia non ci potevo credere, sono troppo sconvolta dal dolore ma finalmente felice per lui. Ha avuto una brutta infanzia, a cominciare da quel brutto fraintendimento sul suo titolo conquistato sul campo”. Sono queste le parole di Bulma, alla notizia dell’assurda morte del suo compagno Vegeta, al termine di un combattimento che l’ha visto, incredibilmente, vincitore.
“Sì, aveva questa strana mania di andare a combattere contro la gente, invece di cercarsi un lavoro serio, per dimostrare che lui, e solo lui, è il vero “Principe dei Sayan”, per poi però ritrovarsi a prenderle anche dal cugino scemo di Yamcha. Ma in realtà non aveva mai effettivamente compreso che quello non era un titolo che lui portava con onore ma il suo maledettissimo cognome. E dire che ci abbiamo provato in tutti i modi possibili. Gliel’abbiamo anche fatto leggere sulla carta d’identità ma proprio non voleva rendersene conto, negava la verità”.
Ancora più assurda è stata la causa della morte, come racconta ancora Bulma: “Ha vinto un combattimento. Sì. Senza aiuti esterni, senza chiamare Goku, senza rivangare il passato e quindi far gonfiare a dismisura le palle dello sfidante. Ha vinto un combattimento anche se lo sfidante era Cell quando era una larva. Ci è riuscito ed ha iniziato a piangere così tanto che è esploso in volo per la felicità”.
Il giovane guerriero ha fatto però in tempo a lasciare un ultimo messaggio al suo eterno amico-nemico Goku: “Kakaroth, a me quel rapporto tra Gohan e Piccoro, non mi sembra poi così tanto normale”.

FA INDIGESTIONE DI PEPERONATA E VA A LETTO: "HO VISTO GESÙ"

FA INDIGESTIONE DI PEPERONATA E VA A LETTO:  "HO VISTO GESÙ"  

Corzano – Marco Tullio Sperelli, maestro elementare, è stato protagonista di una vicenda destinata a far discutere un po’ tutti, sia i credenti che le persone lucide.
L’altra notte, dopo aver visto per la 200esima volta il VHS dei “Tre ragazzi ninja”, l’insegnante si è recato a letto. Dopo circa un paio d’ore le difficoltà nell’addormentarsi erano ormai evidenti: sudore freddo, dolori lancinanti allo stomaco, fastidiosi borborigmi. Nel dormiveglia (o durante una visione mistica), Sperelli ha riconosciuto chiaramente la figura di Gesù che, sollevandogli dolcemente la vestaglia, soffiava nell’ombelico, liberandolo dall’aria che aveva in corpo. I più scettici sostengono che si tratti solo di un sogno dovuto alla cattiva digestione, mentre i credenti sono convinti che la visione non sia legata affatto al mezzo chilo di peperonata, due etti di melanzane con l’aglio e due piatti di fritto misto mangiati dal maestro per cena.
La moglie, comunque, dice di non aver assistito a nessuna visione: “All’inizio mi è parso di sentire la voce di Dio, poi ho capito che erano le scoreggie di mio marito”.

IN ARRIVO IL RIVELATORE DI: "FLATULENZE PER ASCENSORI"

IN ARRIVO IL RIVELATORE DI:   "FLATULENZE PER ASCENSORI" 

TOKYO – Dopo i recenti pronunciamenti dell’Unione Europea e una barbara esecuzione negli USA, la buona notizia viene dal Giappone: sarà finalmente limitato uno dei più gravi problemi che affligge l’uomo nell’era moderna, l’emissione di flatulenze negli ascensori. Il merito va al biochimico Nofumi Akikaga, particolarmente sensibile al fenomeno.
Da bambino ha scoperto infatti che il suo organismo è intollerante alla combinazione di azoto, metano e biossido di carbonio presente nelle flatulenze umane, che gli causano reazioni allergiche fino allo shock anafilattico. Il problema è particolarmente sentito negli ascensori, dove la concentrazione di gas aumenta a causa dello spazio angusto.
Il giovane scienziato ha quindi dedicato la sua vita accademica allo studio dei peti e ai modi per limitarli, e dopo anni di duro lavoro ha messo a punto un gas in grado di reagire alle sostanze che li compongono, colorandosi di rosso. La sostanza è completamente innocua, pertanto può essere spruzzata senza problemi negli ascensori: provocherà la formazione di una nuvoletta rossa sul lato B di chi emette flatulenze, fungendo pertanto da forte deterrente. Le prime partite di gas prodotte dall’azienda di Akikaga sono andate a ruba e si pensa di centuplicarne la produzione.
Il biochimico ha deciso di festeggiare il successo della sua invenzione concedendosi una vacanza in Italia, dove però è rimasto vittima di uno sfortunato incidente: in gita a Venezia, è stato accompagnato da alcuni conoscenti veneti, ignari del suo problema, alla Sagra del fagiolo di Lamon;  l’ingresso nei bagni chimici gli è stato quasi fatale. Ora si trova in terapia intensiva all’Ospedale di Belluno: i medici sono ottimisti e contano di salvarlo, purché il personale ospedaliero si attenga scrupolosamente al divieto assoluto di flatulenze vigente in tutto il reparto.