lunedì 4 gennaio 2016

Esce il Gratta e Vinci ‘Privilegiato per sempre': in palio una pensione da parlamentare

Esce il Gratta e Vinci ‘Privilegiato per sempre': in palio una pensione da parlamentare 



ROMA – La spending review colpisce ancora, e questa volta lo fa in maniera decisa ed efficace. Dopo le polemiche sulle pensioni d’oro, che hanno popolato i talk politici negli ultimi mesi, il Governo ha deciso di far partire un provvedimento in via del tutto sperimentale, che prevede l’annullamento di alcune pensioni d’oro per pagare le vincite dei Gratta e vinci.
L’esperimento partirà il primo Gennaio 2016, e verrà effettuato con la pensione di Lamberto Dini. La scelta è ricaduta sull’ex primo ministro perché è stato, soprattutto negli ultimi mesi, il simbolo di coloro che più usufruiscono dei privilegi mal tollerati dagli italiani. E perché, durante una puntata di Di Martedì, Dini fu sbeffeggiato dal giornalista Mario Giordano. Proprio così, Chiunque sfiguri al confronto dell’ex direttore di Studio Aperto diventa incompatibile con la casta e suoi privilegi. Matteo Renzi ha dato il via al provvedimento che prevede, appunto, l’utilizzo dell’intero vitalizio di Lamberto Dini per coprire le vincite del nuovo ‘Privilegiato per sempre’.
A nulla sono valse le vibranti proteste di Dini, al quale, però, è stato in realtà concesso un piccolo aiuto per potersi sostenere. In pratica, percepirà l’incasso di tutti quei gratta e vinci che non avranno nessuna vincita. Ma solamente fino al momento della scoperta della doppia faccia di Lamberto Dini (sono questi i due simboli della vincita milionaria): da quel momento tutti i privilegi passeranno al fortunato vincitore. A quel punto l’ex deputato non avrà che una sola occasione per potersi rifare, tentare la fortuna e rivincere la sua pensione.

I Salvini come i Le Pen. Matteo lancia suo nipote: “A 11 anni razzista come uno di 15″

I Salvini come i Le Pen. Matteo lancia suo nipote: “A 11 anni razzista come uno di 15″ 



Mentre la Francia assisteva impotente all’esponenziale moltiplicazione dei Le Pen (Jean Marie prima, Marine poi e ora anche Marion), l’Italia continuava a cullarsi nell’idea di aver a che fare con un unico Salvini. Ma attenzione perché nuovi membri della famiglia sono pronti ad affacciarsi alla ribalta politica forti di un solido background.
Vediamo chi sono.
Sibilla Salvini, zia di Matteo. Di Como. Tifosissima del Como. Da tempo si batte per portare le Olimpiadi a Como e per l’ingresso della NATO nel consiglio comunale di Como. Nel corso di un’infuocata assemblea pubblica sulle “Radici cristiane di Como” ha proposto di mettere i tornelli come allo stadio lungo l’intera costa libica, così da arginare il flusso dei migranti. Il fatto che sia proprietaria di una fabbrichetta di tornelli a Como l’ha resa sospetta di un possibile conflitto di interessi.
Brigida Salvini, cugina di Matteo, climatologa di Busto, è la scienziata di famiglia. Ha teorizzato in un recente saggio che il riscaldamento globale sia provocato dalla prolungata cottura del kebab e dai fumi delle friggitorie cinesi. Nel saggio “Spùsa d’imbroglio”, best seller tra i negazionisti padani, ha spiegato che bombardando i soli kebabbari la temperatura del pianeta potrebbe scendere di due gradi nel giro di un decennio. Ha proposto anche l’installazione di 50.000 ventilatori alti 30 metri lungo la dorsale appenninica per spingere le nostre emissioni verso il Medio Oriente e soffocare il radicalismo islamico con la CO2.
Ettore Salvini, nipotino undicenne di Salvini. Ha lanciato una campagna su internet per l’obbligatorietà del crocifisso anche nelle palestre di judo. Golosissimo di dolciumi ha promosso una class action contro la Motta per non aver mai messo in produzione la Girella alla cassoeula. La sua start up “NorthernInside”, finanziata dallo zio Matteo (“Ettore è il genio della famiglia”), ha da poco presentato alla Sony il progetto della prima Playstation padana, del tutto uguale ad una normale Playstation ma è alimentata dall’odio razziale. Da anni scrive appassionate lettere agli Avengers perché scendano in campo contro l’Islam, ma purtroppo non ha ancora ricevuto risposta.
Goffredo Salvini, il papà di Ettore. E’ stato recentemente immortalato dal settimanale “Chi” con indosso la prima felpa in speck per tenere lontani i musulmani. Ha inoltre presentato a Pomeriggio 5 il documentario intitolato “Se la terra è davvero rotonda perché gli australiani non camminano a testa in giù?”. Suo il progetto di fermare l’Isis con i camion dell’Amsa e di eliminare i Tom Tom ripristinando la stella cometa. Separato dalla moglie a causa di un duro contenzioso sulla padanità di Gesù Cristo, vive felice da due anni in un presepe vivente della Val Camonica.

“Necessaria la nostra presenza in zone di guerra”: nasce Omeopati Senza Frontiere

“Necessaria la nostra presenza in zone di guerra”: nasce Omeopati Senza Frontiere 



MOSUL – Il popolo siriano da una settimana ha un motivo in più per essere felice: esattamente sette giorni fa l’associazione “Omeopati Senza Frontiere” ha aperto il primo ospedale da campo omeopatico a Mosul, una delle zone di guerra più sanguinose del pianeta. Gente misera, disgraziata, perseguitata – in una sola parola puzzoni – che nella propria esistenza non avrebbe mai e poi mai potuto permettersi le cure miliardarie degli omeopati, grazie alla nuova struttura potranno godere delle gioie della pulsatilla e della maggiorana quando sono a un passo dallo schiattare. “Con questa iniziativa, l’omeopatia viene finalmente incontro a questi straccioni della peggior specie e cerca di salvarli dalla fine che meriterebbero di fare. Perché anche i medici omeopati hanno un cuore, sebbene diluito in 199 parti di banconote da 500 euro” ha spiegato l’omeopata ereditario Ernest Duball, artefice di questa brillante operazione-simpatia.
Per chi avesse dei dubbi, la posizione di Duball nei confronti della medicina tradizionale è netta: “Rifiuto in blocco tutta la medicina cosiddetta tradizionale, che cura esclusivamente gli interessi di Big Pharma, organizzazione terroristica che ci fa concorrenza. Proviamo sdegno verso la penicillina, gli antivirali, l’aspirina, gli antistaminici. Mi fanno schifo pure le scarpe ortopediche e le panciere del dottor Gibaud” afferma l’uomo.
Sebbene di gran moda, sono però forse pochi a conoscere le meraviglie dell’omeopatia, che è riuscita a fare autentici miracoli curando persone che versavano in situazioni disperate, nelle favole e nei film. Quali saranno i metodi della nuova clinica omeopatica? Un po’ raccogliendo informazioni, un po’ assistendo ad alcuni ricoveri ma soprattutto inventando di sana pianta, siamo in grado di descrivere qualche protocollo di emergenza. Se un soldato, per esempio, arriva nell’ospedale di OSF crivellato di colpi, gli viene somministrato subito un preparato composto da un granello di piombo diluito in 99 parti di acqua. “Se poi la persona riuscisse a ricordare, che so, di essere stata trafitta dalle pallottole di un plotone di duecento persone, il principio di similitudine del nostro fondatore Hahnemann ci dice esattamente cosa fare: sottoporla al fuoco di un centesimo di 200, ossia due, fucilieri. Sicuramente questo aiuterà il suo organismo a reagire e si riprenderà in pochissimo tempo” spiega Duball “Abbiamo percentuali di successo lusinghiere, anche per infermità estremamente gravi. Per esempio, se arriva da noi qualcuno affetto da morte, con i nostri rimedi dopo due ore è stazionario. Non abbiamo bisogno di pubblicazioni scientifiche, per noi parlano i risultati”.
OSF mira a portare nei principali teatri bellici del mondo i moderni ritrovati della scientificissima omeopatia con cui vengono affrontate anche situazioni al limite come le mutilazioni subìte da persone che perdono un arto sulle temibili mine anti-uomo: “In quei casi, prendiamo delle miccette esplosive, le accendiamo, poi le gettiamo ai piedi del malcapitato e corriamo a nasconderci. Non sapete le risate – il paziente sta subito meglio, la ferita smette di sanguinare, il moncherino riprende colorito, il piede lentamente si riforma. In alcuni casi il paziente entra addirittura nella squadra primavera del Barcellona” garantisce Duball. “Non solo, pensiamo anche a quelli che vittime di guerra non sono. Per esempio le donne incinte che non possono tenere il bambino. Spesso queste troie abortiscono in modi indecenti, disumani. Noi curiamo la gravidanza sempre seguendo il principio similia similibus curantur: facciamo bere un bicchiere d’acqua con una goccia di sperma e il gioco è fatto”.
E se non dovesse subito funzionare il rimedio omeopatico, si agisce sulla dinamizzazione. “Spesso può accadere che il farmaco diluito che andiamo a somministrare non sia stato abbastanza succusso… ah, pardon, dimentico di parlare con dei deficienti: la succussione è quella tecnica che consiste nell’agitare il composto diluito, per aumentarne l’efficacia. Se il rimedio omeopatico che abbiamo fatto tracannare non funziona, può darsi che non sia stato agitato abbastanza: in questo caso prendiamo il paziente e lo shakeriamo con immensa violenza per tre ore, tre ore e mezza. Lo sbattiamo in ogni direzione possibile e se non dovesse bastare, lo si scaraventa direttamente in lavatrice a fare la centrifuga coi calzini e non ci pensiamo più. Questa tecnica funziona particolarmente bene con gli aborti”.
Si tratta di tecniche emergenziali ampiamente comprovate e sviluppate grazie ai circa 300 milioni di pazienti nel mondo che si affidano all’omeopatia. Sono sempre più numerosi infatti i pazienti obiettori della medicina non alternativa che quando arrivano in uno squallido Pronto Soccorso comune pretendono di essere affidati agli omeopati. “Posso confermare - spiega il dottor Carlo Erba, direttore sanitario di un importante nosocomio milanese - all’inizio, in Pronto Soccorso pensavamo che il motivo per cui chiedevano cure omeopatiche fosse legato al fatto che avessero la testa sfasciata, ma poi abbiamo capito che erano proprio coglioni”.

Allarme Onu: nel 2020 sui marciapiedi davanti alle scuole finirà lo spazio per i SUV


Allarme Onu: nel 2020 sui marciapiedi davanti alle scuole finirà lo spazio per i SUV 

 

 

New York – Non c’è solo il cambiamento climatico a preoccupare i grandi del pianeta. Dopo l’accordo di Parigi (che sancisce il limite di aumento della temperatura globale a 1,5 gradi e che prevede, in caso di violazione, il bombardamento della Terra), le Nazioni Unite hanno diffuso stamattina un comunicato che ha messo in ombra anche le più apocalittiche previsioni prospettate di recente dall’Assemblea, come la scadenza di tutti gli yogurt che ora stanno in frigo entro il 2027, la fine di Don Matteo il 29 marzo 2039, lo scudetto al Frosinone nel 2041, la guerra tra Russia e Urano nel 2050 (sono ancora in corso i complessi calcoli per verificare se in quell’anno Vladimir Putin sarà Presidente o Primo Ministro), senza dimenticare la non del tutto trascurabile completa scomparsa dell’acqua dal pianeta entro la prossima settimana.
Infatti, secondo i calcoli dell’UNHUMMER, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per la difesa dei veicoli pacchiani ed estremamente inquinanti, nell’anno 2020 sui marciapiedi potrebbe terminare lo spazio occupabile dai SUV.
Nonostante i tentativi di rassicurazione dell’UNKEEPCALM, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i tentativi di rassicurazione, l’allarme ha seminato il panico tra gli stronzi di tutto il mondo, che da anni lasciano i loro pachidermici mezzi motorizzati ovunque sia vietato farlo: dai parcheggi alle rampe riservate ai disabili, fino alle piste ciclabili, solo per dimostrare di avercelo grosso. Fatto assodato nonostante le smentite dell’UNWORLDASSHOLE, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per gli stronzi di tutto il mondo che da anni lasciano i loro pachidermici mezzi ovunque sia vietato farlo solo per dimostrare di avercelo grosso.
La notizia rischia di ledere soprattutto le granitiche certezze di una categoria cruciale per le vendite di queste auto divora risorse mondiali (sia le vendite sia le risorse): le mamme con figli in età scolare, che potrebbero ora vedersi costrette a posteggiare su graziose aiuole fiorite o addosso a umili utilitarie disposte ordinatamente non lontano dall’ingresso dell’istituto del pargolo (ventenni compresi). L’UNMILF, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti delle madri che non vogliono far camminare i figli perché si sciupano, si è già dichiarato disponibile a coordinare progetti e iniziative in tutto il mondo per sventare questa annunciata catastrofe.
In Italia, il premier Renzi si è subito detto empaticamente coinvolto dalla questione e ha promesso che il piano Buona Scuola 2 – Il Governo colpisce ancora (che in futuro, quindi, potrebbe diventare il Buona Scuola 5) prevederà la costruzione di nuove scuole proprio per potervi collocare davanti dei marciapiedi su cui lasciare i suv più ingombranti: “Non è che solo perché lo dice l’Onu, una cosa deve per forza accadere. Noi non siamo il mondo, noi siamo l’Italia, e l’Italia è fuori dal mondo. Occorrono nuove scuole, ma non perché sono poche o perché quelle che ci sono hanno i soffitti che crollano in testa ai ragazzi! No! Costruiremo nuove scuole perché nuove scuole vuol dire che ci sarà la cosa più importante per un grande paese come il nostro: nuovi marciapiedi su cui le mamme possono lasciare il loro Freemont o il loro Porsche Cayenne. Perché tutti noi siamo mamme che portano i figli a scuola e che non vogliono si stanchino troppo, dato che dovranno essere in forze per costruire il grande futuro che merita il nostro paese!”
Immediato il plauso dell’UNBUHAIOLO, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per… be’, c’è bisogno di dirlo?


Misteri italiani, c’è l’ombra di Licio Gelli dietro la morte di Licio Gelli

Misteri italiani, c’è l’ombra di Licio Gelli dietro la morte di Licio Gelli 



ROMA  – Potrebbe esserci Licio Gelli dietro la morte improvvisa, a soli 96 anni, di Licio Gelli. L’indiscrezione arriva da un’informativa dei Servizi Segreti classificata come “Abbastanza attendibile da essere diffusa su Facebook”.
A molti la morte del Maestro Venerabile era apparsa da subito sospetta: “96 anni sono pochi per un pezzo di merda di quella portata – afferma il giornalista Gigi Della Loggia autore del libro ‘Licio Gelli: un pezzo di merda di quella portata’. Campare a lungo è una prerogativa dei grandi stronzi, vedi Priebke morto a 100 anni, e Gelli non voleva essere secondo a nessuno. Inoltre il suo Piano di Rinascita Democratica, i cui punti salienti stanno trovando attuazione ancora in questi giorni, non è arrivato del tutto a compimento, anche se ci siamo quasi”.
Il nome di Licio Gelli lo ritroviamo accostato ai più grandi misteri della storia italiana, dalla strage di Piazza Fontana a quella di Bologna, dal rapimento Moro al successo di Nek. È difficile quindi non intravedere la mano di Licio Gelli dietro un fatto così rilevante come la morte di Licio Gelli.
“Ma c’è dell’altro – prosegue Della Loggia – forse non molti lo ricorderanno ma Gelli aveva il famoso ‘Conto Primavera’ (dove gli affiliati alla Loggia P2 versavano le proprie quote di partecipazione NdR) proprio in quella Banca Etruria che oggi è investita da un gigantesco scandalo finanziario e politico. È solo una coincidenza?”
L’ipotesi sembrerebbe trovare conferma nel ritrovamento, in una delle 100 stanze di Villa Wanda – dove il venerabile ha scontato una durissima detenzione domiciliare – di un foglietto vergato di suo pugno con su scritto “Arezzo – dicembre 2015 – Ma guarda te come mi hanno ridotto la banca quei quattro coglioni. Voglio morire (faccina triste). Speriamo che MR riesca a rimediare”.
È un caso che Licio Gelli sia morto proprio in concomitanza con l’esplosione di questo scandalo? E chi è MR? Potrebbe essere Massimo Ranieri? “Comunque – conclude Della Loggia – Licio Gelli sa sicuramente qualcosa sulla morte di Licio Gelli, ma credo che non ce la dirà mai”.