martedì 17 settembre 2013

SVOLTA NELLA FERRARI VIA ALONSO! "ECCO JORGE MARIO BERGOGLIO"

SVOLTA NELLA FERRARI VIA ALONSO!     "ECCO JORGE MARIO BERGOGLIO" 

MARANELLO – “È stata una carneficina”, commenta Giancarlo Fisichella, collaudatore Ferrari: dopo la notizia dell’addio di Felipe Massa, già annunciato qualche giorno fa, giunge il benservito a Fernando Alonso per agevolare l’insospettabile arrivo di Jorge Mario Bergoglio, già noto ai più col nome d’arte di Francesco.
“È un’idea che avevamo in mente da un po’. Cancellare il passato fatto di insuccessi per ritornare al futuro fatto di vittorie e, diciamocela, confidare in qualche miracolo contro questa Red Bull che effettivamente ci ha scassato la uallera”, dichiara Luca Cordero di Montezemolo dopo aver ingerito sette chupito di fila. “Ci era giunta voce di questo pazzo spericolato che riesce persino a guidare una Renault R4 contromano in drifting senza problemi, e non potevamo lasciarcelo sfuggire. E’ un grandissimo onore per me farlo debuttare in questa competizione a 76 anni, ma non lasciatevi ingannare dall’età avanzata, è un’autentica iena alla guida”.
A chi si chiede come riuscirà a gestire gli impegni da Pontefice con quelli del campionato di Formula Uno, il diretto interessato risponde: “Farò l’Angelus domenicale direttamente dal circuito. Sarà una bella festa. E ai miei diretti concorrenti alla vittoria del Mondiale dico solo: non abbiate paura dei miei gas di scarico”.

DECADENZA BERLUSCONI LA GIUNTA TROVA L'ACCORDO SUL CALENDARIO! "RIMANE FISSATO DOV'È

DECADENZA BERLUSCONI LA GIUNTA TROVA L'ACCORDO SUL CALENDARIO! "RIMANE FISSATO DOV'È 

ROMA – Dopo giorni di infruttuoso braccio di ferro tra le forze politiche in Giunta Elezioni e Immunità, le doti persuasive di Dario Stefàno, prima note solo a sua moglie, hanno permesso di sciogliere finalmente il nodo cruciale dei lavori: la condivisa collocazione del calendario a cui guardare nel dibattito che deciderà il giorno del voto sulla decadenza di Berlusconi.
In ossequio alle tradizioni del Senato, resterà appeso nel punto in cui è sempre stato.
“Era nostra responsabilità verso il Paese” racconta Stefàno dopo averci bloccati in corridoio, “perché, sebbene non ci fosse alcuna fretta, le tensioni si erano fatte insostenibili. Ogni giorno trascorrevamo in letizia le prime ore di riunione inventando doppisensi sul cognome di Augello, ma quando veniva azzardata una proposta sul giorno del voto iniziavano i mal di pancia e gli scambi di accuse. C’era chi non vedeva bene il calendario perché miope e doveva continuamente alzarsi per consultarlo, chi doveva torcere il collo perché era seduto di spalle alla parete su cui era appeso, chi pensava che gli altri volessero imbrogliare sulle date e voleva tenerlo davanti a sé sul tavolo. Una discussione estenuante, che aveva tolto alle giornate in aula il loro congenito spasso”.
Pare quindi che lo scontro politico sulla fissazione del calendario sia stato frainteso dai media, in una fibrillazione che ha caricato il collegio di ingiuste aspettative. “Assolutamente sì” prosegue Stefàno dopo averci atterrati sulle scale, “tutti sappiamo da tempo cosa votare, ma non abbiamo idea di quando. Magari il torneo di PES programmato per lunedì e martedì ci schiarirà le idee, ma ho i miei dubbi: pensi che i colleghi del M5S insistono affinché non si superi la prima decade di Vendemmiaio. Però abbiamo lavorato duramente per trovare un compromesso da cui partire, a costo di piegare dozzine di chiodi e pestarci le dita col martello. Se guarda le pareti dell’aula adesso, pare ci abbiano girato il finale di ‘Scarface’.”
Come intendere allora il giorno di mercoledì 18, indicato proprio dal presidente Stefàno come decisivo per le sorti della Giunta? Secondo le indiscrezioni che ci ha minacciato di riportare, lo sarebbe davvero: a seconda di quale disposizione verrà votata per sistemare le sedie al cospetto del calendario (a ferro di cavallo o a file parallele), si produrrà un effetto diretto sulla possibilità di copiare e, dunque, sul voto finale.

AMICI 2013 SI CAMBIA MATTEO RENZI SARA' PROFESSORE! "FATEVI RUBARE LA SPERANZA"

AMICI 2013 SI CAMBIA MATTEO RENZI SARA' PROFESSORE! "FATEVI RUBARE LA SPERANZA" 

ROMA – Maria De Filippi ha deciso. Nella prossima edizione di Amici (i cui provini si stanno tenendo proprio in questi giorni) verrà introdotta una terza disciplina che affiancherà il canto e il ballo nello spremere dai concorrenti sudore e talento: la politica. Punta di diamante del programma di Canale 5 sarà niente meno che l’agile rottamatore della sinistra Matteo Renzi che, affiancato da un corpo docenti di prima scelta (nell’incertissimo toto nomi spiccano Dario Franceschini e Giuseppe Fioroni), siederà a capo della commissione esaminatrice. Il rampante sindaco fiorentino dunque, forte del suo comprovato appeal verso i giovani, cercherà di formare tra i banchi della scuola di Amici la nuova classe dirigente del Partito Democratico, conscio di quell’alone di vago scetticismo che aleggia nei riguardi del più grande mistero irrisolto della recente (e meno recente) politica italiana.“Se c’è una cosa bella che ci aspettiamo dai giovani è di non fare come è stato fatto fino ad oggi, negli happy days, quando si trovava lavoro non per il talento, ma perché si conosceva qualcuno, per le raccomandazioni”. Ha ribadito Renzi ripetendo il suo collaudato mantra ancora una volta. “Anche io sono un raccomandato e sarà un grandissimo momento quando questo Paese sarà fatto da persone che vanno avanti con la forza del proprio impegno, come Goldrake,  ma se è il caso anche abbassandosi le mutande qualche volta. Io penso che se tutti insieme riusciremo a dare la dimostrazione che coltivando un sogno si può raggiungere un misero obiettivo, magari perderemo la battaglia, magari perderemo anche la guerra, ma non perderemo la faccia, forse solo la dignità. Al limite, come in una partita di Pac-Man, faremo game over. L’importante è che vi rubino la speranza, come fossero tanti Lupin

E' MORTO ALFREDO VIGOGNA IL POETA CHE SCRISSE! "DIO C'E' SUI CARTELLI"

E' MORTO ALFREDO VIGOGNA IL POETA CHE SCRISSE! "DIO C'E' SUI CARTELLI" 


Cuba – Si è spento ieri, all’età di 80 anni, Alfredo Vigogna, l’ultimo rappresentante dell’ermetismo a parete italiano. Molto conosciuto nei circoli letterali (prima) ed in quelli di Texas Hold’Em (poi), è sempre stato molto schivo nei confronti dei mezzi d’informazione quali radio, giornali e tv, arrivando persino a scappare alla vista dei fotografi (perchè, a suo dire, i flash dei paparazzi avevano il potere di rubargli l’anima). Cattivo, sensuale, anticonformista dal perenne giramento di cazzo, queste le doti che hanno fatto del Vigogna uno dei massimi rappresentanti della poesia ‘ermetica a muro’ del novecento. Il suo è stato un contributo di fondamentale innovazione non solo per questa specifica corrente letteraria ma per tutta la lingua italiana. Infatti, mentre nei poeti ermetici classici le composizioni avevano funzione di protesta contro il fascismo e la censura dittatoriale in genere, riducendo l’uso superfluo di parole fino quasi ad una “risemantizzazione”, nel Vigogna la brevità delle poesie è causata dal bisogno dell’artista che, in costante rischio di farsi beccare dai carabinieri, preferisce tirar via freghi sui muri rapidamente per poi andare di corsa a farsi un buon Pernod 45 con gli amici dell’ippodromo.
Fin dalle sue prime opere si evince una metrica ridotta all’osso, talvolta ancor più che negli altri ermetici, ma con senso sempre oscuro e talvolta di difficile comprensione, anche se si riesce ugualmente a comprendere come il modo di affrontare le tematiche dai suoi versi divenga via via più cinico con l’avanzare dell’età. Mentre la prima “poesia a muro” tratta di temi amorosi intrisi di gioia e passione (Patrizia bona - muro di via Chiusano del cortile di Patrizia; ottobre 1949) già dalla seconda si è in presenza di una disillusione pessimistica verso i rapporti umani (Patrizia troia - muro di via Chiusano del cortile di Patrizia; ottobre 1950). Il culmine della sua opera si raggiunge senza ombra di dubbio con la celebre W la figa  (muro del sottopasso di via Mannucci; estate 1956) dedicata all’amica Consuelo “in memoria di una scopata da urlo”. Il Vigogna non ha paura di smuovere la coscienza del lettore di muri, spiazzandolo e portandolo verso una velata autocritica (Scemo chi legge - muro di via Giacobetti dietro all’albero dove portano a pisciare i cani; maggio 1974).
Come l’autore stesso afferma nella prefazione alla sua opera omnia Levalo Prima (edizioni Paoline, 2006) gran parte dell’odio represso, causa delle sue vergate sui muri, deriva dalla brutta infanzia. Alfredo Vigogna nacque il 22 Dicembre del 1933 a Campogalliano dall’amore clandestino fra Marzia Vigogna, una commessa della mesticheria “Er Truciolo”, e da Dieter Laser, un ex ufficiale delle SS con problemi intestinali, cacciato dal corpo tedesco perchè monotesticolo. Non ebbe una vita facile. Cresciuto in estrema povertà, si avvicinò alla letteratura grazie alle riviste nelle sale d’aspetto dei bordelli, dove il padre lo parcheggiava mentre “andava a svuotarselo”. Per mezzo del conflitto con Dieter nacque l’arte che tutti quanti abbiamo imparato ad apprezzare. Solo nei primi anni ’80 il cinismo del Vigogna andrà scemando verso un periodo di solitudine e profondo misticismo, con opere rivolte sopratutto a quello che pare, all’occhio dei critici, una sorta di disperato autoconvincimento (Dio c’è - via Savona sul cartello del senso unico; aprile 1982).
Solo e senza un amico, Alfredo Vigogna si è autoesiliato con le sue bombolette spray verso Cuba nel lontano 1996, costringendo l’Italia a perdere uno degli autori più profondi del secolo scorso. Ora, dopo la morte, la sua arte andrà avanti grazie a giovani poeti che vagano per le periferie della penisola scrivendo versi ed in cerca di un successo che, come ha dimostrato Alfredo, si paga a caro prezzo. Per i fan che lo hanno amato non resterà altro da fare che partire alla volta di Cuba per far visita alla sua lapide, dove il geniale autore ha lasciato scritto con lo spray il suo epitaffio

PAPA FRANCESCO TELEFONA A RAGAZZO GAY! "CIAO RICCHIONE COME VA?"

PAPA FRANCESCO TELEFONA A RAGAZZO GAY!  "CIAO RICCHIONE COME VA?" 

MADRID – Continuano le irrituali telefonate di Papa Francesco ai fedeli di tutto il mondo. E’ di oggi la
notizia che il Pontefice ha telefonato a un ragazzo di Siviglia che gli aveva scritto una lettera rivelandogli

la propria omosessualità. “Non riesco a dirlo a mio padre – ha dichiarato Pepillo Peres, che per ovvi motivi
preferisce restare anonimo – ma sentivo di confidarmi con questo grande Papa”.
E Bergoglio non ha deluso le sue aspettative: lo ha chiamato una settimana fa, alle 5.40 di un lunedì mattina:
“¿Hola maricón, cómo estás?”, che tradotto significa “Ciao ricchione, come stai?”. L’emozione di Pepillo è
stata enorme.
“Mi sono scese le lacrime. L’unico problema è che mi ha chiamato al telefono di casa e, dall’altra parte, mio padre aveva alzato la cornetta apprendendo così che sono omosessuale. Ma i medici dicono che mi adatterò presto alla sedia a rotelle”.
A causa dell’inatteso intervento del padre, la conversazione è durata solo pochi minuti. L’uomo, un rissoso
fabbro ferraio di 56 anni e fan di Povia, ha fatto irruzione nella camera del figlio e lo ha afferrato per i
testicoli cominciando a farlo roteare vorticosamente. A quel punto, il ragazzo ha tentato di calmarlo
urlandogli in falsetto che stava parlando col Papa. “Cosa?? Quell’uomo che porta la gonna?!”, sono state le ultime parole udite da Pepillo prima di perdere i sensi.