mercoledì 28 agosto 2013

UOMO CAMMINA : " SULL'ACQUA POI SI DIMENTICA COME A FATTO E NON RIESCE A TORNARE INDIETRO "

UOMO CAMMINA :  " SULL'ACQUA POI SI DIMENTICA COME A FATTO E NON RIESCE A TORNARE INDIETRO " 

CABRAS (OR) – Ha dell’incredibile quello che è accaduto sulle bianche spiaggie di Is Arutas a Ibba Nanni, piccolo imprenditore locale che produce pane carasau guttiau, cotto nel brodo di pecora ed avvolto in teli da mare con l’effige dei 4 mori.
Il 35 enne sardo si stava godendo il primo meritatissimo giorno di ferie, ma aveva incautamente deciso di portarsi appresso il cellulare giustificandosi con il classico “Casomai…”

Mentre si apprestava al primo bagno di stagione, ha ricevuto una telefonata di lavoro: all’altro capo del telefono sudava Umberto Lombardo, grossista alimentare di Gallarate. Nanni, conscio dell’irascibilità del Lombardo, ascoltava pazientemente le sue lamentele passeggiando sovrapensiero quando, tra lo stupore dei bagnanti, ha iniziato a camminare verso il mare aperto.
L’imprenditore ha proseguito fino a 10mt dalla riva nonostante le grida della sig.ra Ibba, quando ad un tratto l’unica tacca di linea disponibile è scomparsa, facendolo ritrovare in mare aperto. Nanni aveva fatto colazione con una confezione da 6 di pardule con ricotta e miele e un semplice tuffo in quell’acqua gelida sarebbe significato morte certa. Incapace di ricordare come fosse finito in quel punto e quale tecnica biblica appresa all’Azione Cattolica avesse adottato, ha cominciato a urlare, inudito, “Controllate sul Vangelo!”.
Rimasto per 4 ore sull’acqua, Nanni ha stracciato un record imbattuto da 2000 anni fino a che in serata, grazie al provvidenziale intervento della Wind, che ha piazzato un ripetitore sullo scoglio, ha potuto ricontattare il Lombardo. Mentre questi si dilungava in urla di disperazione per il suv rigato, bestemmie sull’iva e riflessioni sulla politica che includevano un lanciafiamme e il ritorno del Duce, l’imprenditore sardo si è riavviato verso la spiaggia, immerso nei pensieri di lavoro e di morte

martedì 27 agosto 2013

UE DA SETTEMBRE PROIBITO: "APPLAUDIRE ALL'ATTERRAGGIO "

UE DA SETTEMBRE PROIBITO:      "APPLAUDIRE ALL'ATTERRAGGIO " 

COLONIA – L’aereo tocca terra e parte il battimani: un’autentica tradizione italiana, un inno all’allegria e all’ottimismo che da sempre ci contraddistingue. Tradizione che adesso sembra però aver le ore contate: a partire dal 1° settembre, infatti, con l’entrata in vigore del Nuovo Protocollo per l’Aviazione Civile nei Cieli Europei, firmato giovedì scorso nella sede renana dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea (EASA) dai ministri competenti dell’Unione, tra le “prohibenda” in volo si aggiunge anche la avita consuetudine dell’applauso all’atterraggio.
Il testo del Protocollo di Colonia elenca tutta una serie di atti riprovevoli, classificandoli in tre categorie; la più alta di esse, la “fascia rossa”, comporta l’iscrizione del passeggero in una black-list comunitaria che gli precluderà in perpetuo l’accesso ai voli delle compagnie basate nella comunità stessa, più una multa di 500 euro. Ed è proprio in questa fascia che è stato collocato, oltre al fumo di sigari a bordo e all’uso di biancheria pulita oltre le 48 ore prima di quella di imbarco, ciò che i tecnici dell’Agenzia hanno chiamato “touchdown-clapping”. Ultimata la discesa, il vizietto dell’abbonato al Bari-Linate può quindi costare carissimo.
Le reazioni, come prevedibile, sono state fortemente contrastanti. A fronte di una vivace soddisfazione di Karl-Heinz Frentzen, pilota Lufthansa e capo del sindacato europeo di categoria, si registrano parole di fuoco da parte del leader del Sindacato Nazionale Consumatori, Gino “Mustazzone” Pagliulo. “Nessun foglio di carta può cancellare i costumi fondativi della nostra cultura”, afferma Pagliulo, “e se questi signori vorranno la guerra, l’avranno”.
“Il giorno 1° settembre”, prosegue il sindacalista, “riempiremo tutti i voli per Colonia della giornata da tutti gli aeroporti d’Italia, e a partire dal decollo applaudiremo sonoramente fino all’atterraggio, per rivendicare il diritto del cittadino alla libertà di espressione che qualche burocrate dell’aria si illude di poter sopprimere. E provino pure a vietarci i voli: faremo una causa che passerà alla storia”.
Quale che sia l’esito di questo nuovo protocollo, dunque, non ci resta che sederci e attendere. Possibilmente senza applaudire, non si sa mai.

TONY CORROTTO E TONY MAFIOSO! " DENUNCIANO ASCANIO CELESTINI "

TONY CORROTTO E TONY MAFIOSO!   " DENUNCIANO ASCANIO CELESTINI " 

PREDAPPIO – Tony Mafioso e Tony Corrotto pare siano ben più di due personaggi resi famosi dai monologhi dell’attore romano Ascanio Celestini, che lo ha scoperto quando i due lo hanno querelato per diffamazione. “Eravamo stanchi delle allusioni, la gente per strada ci insultano chiamandoci ‘Berlusconi!’. Non abbiamo retto oltre e abbiamo deciso di denunciare Celestini”: ha tuonato Tony Mafioso che, con un tono molto amareggiato, ha aggiunto: “Per non parlare di quello che è avvenuto dopo la condanna dell’ex Premier. I commenti nei nostri riguardi sono degenerati; il mio caro amico Tony Corrotto non riesce neanche ad uscire di casa, è a pezzi!”. Si tratta dell’ennesima vicenda che ci dà la misura di come la giustizia in questo paese sia ad interpretazione libera. Speriamo che per i nostri Tony tutto vada per il meglio e che possano tornare a girare per le strade senza essere insultati.

PARCHEGGIATORE ABUSIVO: "RIFIUTA I SOLDI E 2 RAGAZZE LO RIGANO"

PARCHEGGIATORE ABUSIVO:      "RIFIUTA I SOLDI E 2 RAGAZZE  LO RIGANO" 

ROMA – Un parcheggiatore abusivo di 40 anni è stato rigato su entrambe le fiancate da due ragazze cui si era rifiutato di chiedere i soldi della sosta abusiva. Glauco Macuto, detto ‘Er tazzina’ (per via di un orecchio a sventola e l’altro no), alla vista della coppia di avvenenti ragazze aveva deciso di fare lo splendido senza valutare i rischi che la sua prestigiosa professione comporta e di abbandonare il tipico  piglio minaccioso che da sempre contraddistingue la stimata categoria.
Nice Secco, di 23 anni, e Anna Montata, di 27, entrambe di San Itarium, un ridente agglomerato di case nei pressi di Sora, erano giunte nella capitale per fare shopping e a tale scopo si erano agghindate di tutto punto come se avessero intenzione di non comprare nulla. Glauco si è avvicinato all’auto e, un po’ perché le ragazze avevano parcheggiato membrocanidamente, un po’ perché le 2 pretty woman ciociare sprizzavano fertilità da tutti i pori, si è offerto di saldare per loro il pizzo sul parcheggio comunale. Le ragazze, sentitesi lese nella loro dignità di donna, hanno invece insistito per pagare cercando di infilargli un euro nel marsupio ma Glauco ha resistito strenuamente. Così, le fanciulle hanno fatto finta di allontanarsi ringraziando del gentil gesto ma, appena il parcheggiatore si è voltato verso un’altra vettura in arrivo, si sono riavvicinate e con delle chiavi lo hanno rigato a sangue per poi scappare sulla loro auto.
Fortunatamente, grazie alle telecamere di sorveglianza ed alla sfrizionata dovuta alla poca sensibilità sul pedale per colpa degli zatteroni, le ragazze sono state prontamente rintracciate e fermate dalla Polizia: ora su di loro pende la pesante accusa di omissione di parcheggio e aggressione a pubblico ufficiale abusivo.

INDIGENI CANNIBALI FUGGONO: " PER EVITARE L'INTERVISTA DI BARBA DURSO"

INDIGENI CANNIBALI FUGGONO:  " PER EVITARE L'INTERVISTA DI BARBA DURSO" 

Amazzonia – “Indigeni: la loro giustizia fatta di stupri, omicidi e cannibalismo è comunque da considerarsi umana?” Questi i dubbi che hanno spinto l’irrefrenabile Barbara D’Urso a tirare fuori bermuda e spray anti-zanzare per spingersi fino alla profonda ed inesplorata foresta amazzonica. La nostra eroina ha raggiunto, risalendo il Rio delle Amazzoni dal paesino di Leticia, la popolazione dei Chenchama, cogliendoli di sorpresa mentre erano intenti a mangiare un feto appena estirpato dal ventre della madre (rito pagano che nella loro lingua viene indicato con ‘snuff’, l’equivalente della nostra colazione). Forse disgustati dallo sguardo affranto della popputa giornalista, o forse colpiti dal ricordo indelebile dell’esperienza vissuta con Barbareschi una trentina d’anni prima, gli indigeni sono scappati a gambe levate per evitare qualsiasi contatto con la pericolosa Barbara.
Una corsa spericolata dentro i meandri della foresta più selvaggia al mondo. In fuga i disperati ed inorriditi cannibali, all’inseguimento l’implacabile D’Urso e la sua troupe (comprendente il cameramen  Ruggero Deodato, la guida del luogo Riz Ortolani, una mignotta di nome Shanda, un topo muschiato, un maialino nero ed una tartaruga). La fuga è terminata una decina di giorni dopo, quando l’intera popolazione Chenchama si è rifugiata all’interno di alcune capanne disabitate ed ha appiccato il fuoco, preferendo estinguersi in massa con un incendio, piuttosto che rispondere alle domande di Barbara D’Urso.
“E’ un vero peccato non aver potuto intervistare gli indigeni per approfondire temi sociali importanti come il cannibalismo e gli impalamenti, così cari alle persone che mi seguono da casa. Ma la sofferenza che ho visto in quei giorni era troppa per non essere mostrata”. La vicenda e’ stata infatti completamente ripresa dalla videocamera di Ruggero, e ne è stato tratto un servizio di circa due ore dal titolo di ‘The Green Inferno’.