martedì 16 luglio 2013

QUIRICO COMI : QUEICHIUI POSITIVO AL DOPING MONDO DELLO SCIOGLILINGUA SOTTO SHCOK

QUIRICO COMI : QUEICHIUI POSITIVO AL DOPING MONDO DELLO SCIOGLILINGUA SOTTO SHCOK  

La SoLàPa.LaCàCa (Sopra La Panca.La Capra Campa), l’associazione che raccoglie tutti gli appassionati di scioglilingua agonistico, ha annunciato che il campione in carica, Quirico Cuomi Queichiui, è stato trovato positivo al controllo antidoping, subito dopo la vittoria dell’ennesimo titolo italiano.
Come nelle ultime trentasette edizioni, la gara aveva visto un emozionante testa-a-testa fra Quirico e Manlio Arrotolamelo, in cui il campione l’aveva spuntata per 904 a 903 ripetizioni corrette e consecutive della frase:
“Date il pane al cane pazzo, date il pane al pazzo cane”
La festa però è durata poco. Su richiesta dell’Arrotolamelo, insospettito dalla facilità con cui il vincitore si rimodellava la frangetta con la lingua, il Queichiui è stato sottoposto al controllo antidoping, prassi mai utilizzata prima per questa disciplina, in cui l’onore e il rispetto non sono una fiction con Gabriel Garko.
O così almeno era stato fino all’esito clamoroso del test: Queichiui, infatti, si era iniettato una massiccia dose di mescalina fluens, sostanza miorilassante ricavata dalla lingua del camaleonte. Si tratta dello stesso principio attivo utilizzato per cercare di risolvere gli attacchi di dislessia che affliggono Luca Giurato, peraltro senza alcun esito.
Queichiui ha negato a lungo, protestando la sua innocenza nonostante le prove schiaccianti, ma ha dovuto capitolare quando, terminato l’effetto dopante, non è più stato in grado di pronunciare correttamente neanche il proprio nome.

TEXAS : "GIUSTIZIATO L'UOMO " CHE SCUREGGIAVA IN ASCENSORE

TEXAS :    "GIUSTIZIATO L'UOMO "   CHE SCUREGGIAVA IN ASCENSORE

Dopo 10 anni nel braccio della morte, venerdì scorso è arrivato il capolinea per Jason T., quarantatreenne di origini messicane che ha trascorso gli ultimi tredici anni nel carcere federale di Beaumont in seguito a numerose denunce per “atti sconsiderati in luoghi chiusi”. L’uomo era infatti accusato di liberare i propri gas intestinali in luoghi angusti e senza possibilità d’uscita immediata, come ascensori e taxi.
Solo con un tenace lavoro investigativo e l’accurato studio di filmati di sorveglianza la polizia è riuscita ad accertare l’identità dell’accusato, mentre il detective John Herbert Esposito – di madre texana e padre di Bagnoli – portava alla luce il suo modus operandi. Pare che Jason liberasse il proprio intestino in presenza di altre due persone e, grazie ad una notevole capacità dialettica, riuscisse sempre a convincere uno dei due della sua innocenza, accusando il terzo che spesso, umiliato e deriso, si abbandonava ad un pianto disperato.
Una vera e propria ossessione quella di Jason, capace di ripetersi dalle 4 alle 12 volte in un giorno solo, passando da una città all’altra. E proprio quando il processo a suo carico stava per chiudersi incredibilmente con l’assoluzione dell’uomo e l’incarcerazione di tutti i querelanti, Jason commetteva il suo unico e fatale errore: nella piccola anticamera videosorvegliata del tribunale, in attesa dell’apertura della serratura automatica, si liberava di tutta la tensione delle udienze accusando poi una delle due guardie che lo accompagnavano. Ma grazie a sofisticate telecamere termografiche in grado di rilevare anche la minima fuoriuscita di calore, la polizia ha finalmente inchiodato l’uomo dando una svolta immediata e drastica alla sentenza.
Durante la permanenza in prigione Jason ha abbracciato la religione buddista ed ha più volte chiesto pubblicamente scusa alle sue vittime, sottolineando di essere diventato un’altra persona. Il radicale mutamento dell’uomo è ben riassunto nel testo autobiografico pubblicato proprio l’anno precedente all’esecuzione, dal titolo “Cambio aria”

IL PUNTO "G" " SI TROVA DENTRO IL PORTAFOGLIO"

IL PUNTO  "G"    " SI TROVA DENTRO IL PORTAFOGLIO" 

CASTLE ROCK (MAINE) – Simulazioni inutili addio. Finalmente la notizia più attesa dalle signore diventa realtà: il punto G esiste e sappiamo esattamente dove si trova. A localizzarlo per la prima volta è stato il prof. Jerome Cujo: ”Fino ad oggi i sessuologi erano convinti che la zona di massima eccitazione femminile si trovasse a tre centimetri di profondità nella parte superiore della vagina, ma i test da me effettuati davano risultati contrastanti. Alcune donne, infatti, urlavano di piacere fino a rompermi tutti i vetri dei quadri in sala d’attesa, altre mi guardavano fisso negli occhi sostenendo di non avere tutto il giorno. Una sera, dopo essere andato a putt… cioè dopo aver effettuato uno dei miei soliti test nel sedile posteriore della Camaro, allungo le mani verso il portafoglio per pagare la ragazza. Questa, d’un tratto, divarica la pupilla proprio come si fa durante l’orgasmo. Così inizio ad accarezzare lentamente la fodera, annotando mentalmente le sue reazioni di piacere. Appena infilo due dita per tirare fuori cento dollari la tr… ehm ‘lei’ insomma, viene investita come da una scarica elettrica di godimento che la lascia spompa sul seggiolino. Ho ripetuto il test altre migliaia di volte, sempre con risultati positivi. Il punto G si trova nel portafoglio”.
Il prof. Cujo, comunque, ci tiene a sottolineare che il portafoglio deve essere quello del compagno. Per qualche bizzarro motivo evoluzionistico, infatti, pare che la stimolazione sulla donna non avvenga se il portafoglio è quello dell’interessata.

MUORE DI NOIA : "AL MUSEO DEL MATTARELLO DI RAPALLO"

MUORE DI NOIA :  "AL MUSEO DEL MATTARELLO DI RAPALLO" 

Un lungo sbadiglio, poi si è accasciato su un corpetto merlettato appartenuto alla Principessa d’Aragona. È morto così Matteo Poggi, 29enne di Milano, che aveva accompagnato la fidanzata al Museo del Merletto di Rapallo. Inutili i tentativi di rianimarlo sventolandogli una copia della Gazzetta dello sport. “Non ci sono dubbi: si è trattato di un episodio di noia estrema”, ha detto il medico legale sbadigliando.
Sotto shock la fidanzata: “Era il nostro secondo appuntamento, mi aveva detto che adorava i merletti. Ora chi mi accompagnerà al corso di découpage?”.

PANICO ALLO ZOO: "BIMBA AGGREDITA DA UN CRICETO"

PANICO ALLO ZOO:   "BIMBA AGGREDITA DA UN CRICETO" 

SAN PIETROBURGO – Attimi di panico allo zoo di San Pietroburgo, dove una bambina di soli 5 anni è stata brutalmente aggredita da un criceto. La piccola Susanna, incuriosita dagli squittii del roditore, si è staccata dalla mano della madre e ha infilato un braccio nella gabbia. L’animale, sentitosi minacciato, è balzato contro al braccio teso all’interno della gabbia azzannando con forza il dito medio.
Le urla della bambina hanno richiamato l’attenzione degli altri visitatori, inermi di fronte alla scena. “La piccola continuava ad agitare la mano – ha dichiarato il capo della sicurezza – ma quel maledetto non aveva intenzione di mollare la presa. I miei uomini sono dovuti entrare nella gabbia per freddare il criceto con due colpi di fucile”. Alla piccola Susanna, immediatamente ricoverata all’ospedale, è stato diagnosticato un “taglio sul dito” ma non sarebbe in pericolo di vita.